DUOMO FINALE EMILIA

DUOMO FINALE EMILIA

DUOMO DI FINALE EMILIA

 

LOCALITA’: finale emilia (mo)

COMMITTENTE: arcidiocesi di modena-nonantola

ANNO: 2015

Il progetto preliminare riguardava la riparazione con miglioramento sismico della chiesa di ss. Filippo e Giacomo, duomo del comune di Finale Emilia (MO), di proprietà della arcidiocesi di Modena-Nonantola. L’edificio è stato danneggiato dal sisma in Emilia del 20/05/2012 e del 29/05/2012.

Il duomo sorge  in posizione obliqua rispetto alla strada e forma un sagrato di superficie irregolare. La sua posizione è dettata  dall’orientamento perfetto est-ovest.

L’edificio è posto in aderenza ad un altro fabbricato, con cui condivide il muro più esterno della navata laterale destra. Dalla parte dell’abside, inoltre, confina con altri edifici di proprietà della Curia. La chiesa è in muratura di laterizio pieno, e segue la tipologia a tre navate con archi e pilastri. Si presenta con una facciata di stile neoclassico in laterizio faccia a vista, composta da un susseguirsi di lesene con capitelli di stile ionico. La facciata era conclusa (prima del crollo dovuto al sisma del 2012) da un maestoso frontone. All’estremità della navata laterale sinistra si erge il campanile, con la cella campanaria e la copertura lignea.

L’interno si compone di una navata centrale affiancata dalle due navate laterali, e si sviluppa in quattro campate che si concludono nell’abside.

Il progetto si prefiggeva innanzitutto lo scopo di realizzare una meticolosa riparazione dei danni subiti dall’edificio e dal suo apparato decorativo attenendosi scrupolosamente a tecniche di restauro. È stato pertanto necessario prevedere il rifacimento con tecniche opportune di mattoni, stucchi, malte, ecc. rispettando il più possibile dimensioni e materiali originali. Contemporaneamente e contestualmente il progetto si prefiggeva di ridurre le vulnerabilità dell’edificio migliorando l’efficacia dei collegamenti, contenendo le spinte non eliminate e riducendo il pericolo di ulteriori assestamenti fondali. Per il miglioramento sismico dell’edificio, alla luce dell’indagine geologica mirata ad un approfondimento sullo stato del suolo che ha confermato i rischi di liquefazione del terreno, si prevedeva la costipazione del terreno con Jet-grouting aventi profondità massima dal piano di calpestio di circa 18,00 m. L’intervento di Jet-grouting era previsto in adiacenza alla facciata laterale nord ed in corrispondenza delle pilastrature interne, oltre a perimetrazione dell’intero fabbricato.

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